Un percorso a intrecci per le aree gioco bimbi, una seduta relax che ricorda i viaggi in auto per i lounge degli aeroporti, un sistema di sostegno e rimessa per l’arredo di interni e, ancora, un tavolo con seduta originale e innovativo. Quattro progetti di design con un’idea in comune: riciclare e recuperare le cinture di sicurezza dismesse delle automobili.
L’idea è l’anima del progetto Re-Design Lab, un workshop di design circolare ideato da Anako Aps, azienda associata CNA, e ospitato dal Comune di Lesignano Bagni, per ripensare il rapporto tra imprese, formazione e sostenibilità: tre giorni di design applicato e materiali industriali trasformati da scarti in prototipi. A fornire il materiale, oltre mille cinture da recuperare, la ditta Autodemolizioni Dante, anch’essa associata CNA.
Il progetto, che ha coinvolto studenti delle università di Milano e Vicenza, oltre a designer e architetti, non ha dato vita solo a idee e nuovi oggetti ma anche a relazioni e sinergie. Divisi in gruppi, hanno dato vita a progetti e prototipi, pensati per essere prodotti in serie, utilizzati nel quotidiano e capaci di migliorare con un semplice oggetto la vita delle persone.
“Le cinture di sicurezza sono l’unico elemento non riciclabile di un’automobile – spiega Valerio Vinaccia di Anako Aps – eppure non solo sono sempre identiche ma hanno anche caratteristiche straordinarie, che le rendono un ottimo materiale da riciclare. Ad esempio, possono resistere a una trazione di 1500 kg, ai raggi UVA e a temperature comprese tra +120 e -40 gradi”.
“Anako è il motore – aggiunge – L’associazione nasce per costruire ponti tra chi ha risorse e chi ha idee. Il Circular Design è uno dei nostri strumenti preferiti, perché unisce etica, tecnica e bellezza. Ma il vero segreto è la co-progettazione: l’idea che le soluzioni migliori non vengano mai da una testa sola, ma da un’intelligenza collettiva. E questo workshop è stata l’occasione per metterla in pratica. Il design, quando smette di guardarsi allo specchio e si mette al servizio, può cambiare davvero le cose. E che anche da un piccolo borgo dell’Appennino possono partire idee capaci di arrivare lontano”.
“CNA continua a sostenere con piacere progetti e iniziative di questo tipo, che coinvolgono da una parte realtà imprenditoriali di diversi settori, all’interno del mondo CNA, e dall’altra i giovani, in questo caso studenti universitari – ha commentato il presidente di CNA Parma, Paolo Giuffredi – È la conferma del nostro impegno per la trasmissione del sapere artigiano, che portiamo avanti anche con gli istituti professionali di Parma e provincia, per trasmettere alle nuove generazioni la passione per il mondo dell’artigianato. Questo progetto, in più, unisce la valorizzazione del territorio, la sinergia tra imprese e università, all’interno di un contesto di economia circolare”.
Questo articolo A Parma il “design circolare” delle cinture di sicurezza è stato pubblicato su CNA.




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