“Dobbiamo correggere questa stortura della sottoscrizione delle polizze catastrofali come requisito di garanzia per l’accesso a incentivi e bandi”. È l’apertura concreta che arriva dal Senatore Roberto Rosso, vicepresidente della Commissione Politiche UE del Senato, durante il meeting nazionale di CNA Editoria dal titolo: “Nè piccole, né medie, né grandi. Ripensare il modello strutturale dell’editoria”. Nel cuore del Salone del Libro di Torino, nella Sala Argento, il senatore Rosso ha annunciato nel corso della tavola rotonda promossa da CNA Editoria la disponibilità a rivedere il requisito della polizza contro le calamità naturali, attualmente obbligatorio per accedere ai bandi con incentivi. Una posizione che apre uno spiraglio non solo per il settore editoriale, ma che potrebbe avere ricadute più ampie, estendendosi ad altri comparti produttivi.
L’annuncio ha dato il tono a un confronto costruito attorno a dati che non lasciano spazio all’ottimismo di facciata. Il position paper di CNA sull’editoria indipendente, presentato in occasione dell’evento, fotografa un sistema sotto pressione: nel 2024 sono stati pubblicati in Italia quasi 86mila titoli a stampa, cui si aggiungono oltre 37mila ebook, per un catalogo complessivo che supera 1,5 milioni di titoli disponibili. Eppure, solo il 4% di questi titoli supera le 2mila copie vendute, soglia generalmente necessaria per coprire i costi di produzione e distribuzione. Nel frattempo, il 42,8% degli italiani sopra i 15 anni dichiara di non aver letto nemmeno un libro nell’ultimo anno, e i lettori forti — almeno dodici libri l’anno — rappresentano appena il 6% della popolazione. La vera risorsa scarsa, conclude il rapporto, non è più il libro: è l’attenzione dei lettori.
In questo contesto, la domanda che ha attraversato l’intera tavola rotonda è diventata inevitabile: come costruire un sistema editoriale capace di tutelare il pluralismo, sostenere la piccola impresa e garantire alla cultura il ruolo strategico che le spetta?
Ad aprire i lavori Marco Baldi dell’area Studi e ricerche CNA, che ha inquadrato il mercato editoriale italiano come un territorio complesso e ricco di interpretazioni, una sfida che CNA ha scelto di raccogliere con determinazione. A seguire, Roberto Angelini del Dipartimento Relazioni Istituzionali e Affari Legislativi di CNA, ha introdotto il cuore delle richieste normative del settore, portando subito all’attenzione una stortura concreta: l’obbligo di stipulare polizze contro le calamità naturali per accedere agli incentivi pubblici colpisce in modo paradossale proprio le micro case editrici, la maggior parte delle quali opera in regime fiscale forfettario. Un requisito pensato per imprese strutturate che finisce per escludere sistematicamente chi ne avrebbe più bisogno.
Il filo rosso della discussione è stato tracciato dalla senatrice Anna Rossomando, Vicepresidente del Senato, durante la tavola rotonda: pluralismo non come valore astratto, ma come presidio concreto della democrazia. Il mercato da solo non produce democrazia, ha sottolineato, ricordando come tanto la tecnologia quanto la grande distribuzione, se non governate, tendano alla concentrazione del potere. I numeri del rapporto lo confermano: la distribuzione è fortemente concentrata, controllata da pochi grandi operatori spesso integrati con gruppi editoriali e catene librarie, con il risultato che i piccoli editori restano ai margini degli scaffali e i loro libri hanno un ciclo di vita sempre più breve. La risposta, per Rossomando, non può essere episodica: serve un intervento pubblico strutturale. La domanda è diretta: dall’anno successivo come fa una casa editrice senza sostegni? Anche la Legge di promozione della lettura del 2020 è finita sotto esame: vincolare il contributo dell’App18 al merito scoraggia la lettura invece di promuoverla, proprio nel momento in cui la quota di lettori è in diminuzione e lo spazio della lettura nella vita quotidiana si restringe sotto la pressione dei contenuti digitali.
Sul versante delle proposte concrete, il senatore Rosso ha identificato altri nodi da sciogliere: il riequilibrio della distribuzione, con una riserva di visibilità per i piccoli editori; l’apertura del sistema scolastico alla piccola editoria; gli acquisti in biblioteca come strumento di sostegno indiretto ma efficace — misura indicata anche dal rapporto CNA come tra le più urgenti. É intervenuto poi Costantino di Nicolò, Presidente di CNA Editoria che ha riferito di una promessa già strappata sulla questione delle polizze catastrofali: un primo risultato concreto che la tavola rotonda ha registrato con soddisfazione. Ha inoltre sottolineato come la micro editoria è aggregazione territoriale, identità, una delle declinazioni più autentiche del Made in Italy, e ha chiesto di estendere App18 e Carta Cultura agli e-commerce dei piccoli editori.
Ad aprire e moderare il meeting è stato Vitaliano Alessio Stefanoni, responsabile CNA Comunicazione Terziario Avanzato Piemonte, con un dato che vale più di molte analisi: il 98% delle imprese editoriali italiane rientra nella dimensione micro o piccola. Realtà radicate nei territori, spesso a conduzione familiare, capaci di unire qualità, competenza e identità culturale. Operatori che, come documenta il rapporto, si trovano a competere in condizioni strutturalmente svantaggiate: margini compressi dalla filiera, costi di produzione in aumento, basse tirature che impediscono economie di scala, tempi di pagamento lunghi e il peso del sistema dei resi. Un pezzo importante del sistema economico del Paese, che merita politiche all’altezza della sua rilevanza.
A tenere le fila con i saluti istituzionali è stata Antonella Grasso, Responsabile Nazionale CNA Comunicazione Terziario Avanzato, che ha ribadito come l’impegno della Confederazione si traduca nell’ascolto delle esigenze delle imprese e nella volontà di trasformarle in azioni concrete, con attenzione particolare alle piccole case editrici e all’editoria indipendente“.
Questo articolo Al Salone del Libro la politica apre a rivedere l’obbligo di polizza è stato pubblicato su CNA.




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