Nell’ambito del ciclo di audizioni avviato dalla Commissione Trasporti della Camera dei deputati, il presidente di CNA Fita Taxi, Riccardo Carboni, ha sottolineato le necessità avvertite dal comparto degli operatori taxi. È fondamentale – a detta di CNA Fita Taxi – che a livello statale si possa fare affidamento su un quadro regolatorio finalmente stabile, dando concreta attuazione alle modifiche già intervenute con la mini-riforma del 2019. Al tempo stesso, nel solco di quanto di recente enunciato dalla Corte costituzionale, occorre avere contezza del corretto riparto delle attribuzioni legislative e amministrative nel campo del trasporto pubblico locale, riconoscendo a comuni e regioni il ruolo irrinunciabile di programmatori degli autoservizi, di definizione delle tariffe amministrate e del numero ottimale di titoli circolanti. Infine, vale la pena chiarire una volta per tutte che le piattaforme digitali di mera intermediazione del trasporto non di linea devono risultare iscritte per legge a un pubblico registro, senza sottrarsi al funzionamento del mercato disciplinato dalla legge 21/1992 e soggiacendo alle regole fiscali e lavoristiche dell’ordinamento italiano. Poche e mirate misure di buon senso per tutelare imprese e cittadini dinanzi ai fenomeni di abusivismo del servizio e alle pratiche commerciali sleali.
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