Le proposte di CNA Toscana Centro contro la deindustrializzazione

Dic 16, 2025News Nazionali0 commenti

Contro il “rischio di deindustrializzazione serve un nuovo modello di sviluppo” anche “per Pistoia e Prato” secondo un appello per una nuova strategia “che passi attraverso un nuovo modello di partenariato pubblico-privato” e che è stato lanciato da CNA Toscana Centro nell’incontro ‘Le piccole e medie imprese, il motore della crescita dei territori’.

Riuniti i vertici del sistema CNA Toscana Centro con il presidente Emiliano Melani e i presidenti delle aree territoriali delle province di Pistoia e Prato, coordinati dal vicedirettore Stefano Vivai. Al centro il “Manifesto sulla Reindustrializzazione della Toscana”, illustrato dall’economista Stefano Casini Benvenuti, già direttore di Irpet, e condiviso come punto di partenza della discussione dai dirigenti dell’associazione. Definite le priorità territoriali in cinque punti: energia e costi, import-substitution, formazione e innovazione, finanza per lo sviluppo e nuovi modelli di business.

Di seguito le proposte di CNA Toscana Centro:

  • ridurre incertezza e costi energetici, rafforzando l’impiego delle rinnovabili tramite piani energetici territoriali condivisi;
  • riposizionamento industriale con il rafforzare e ampliare le porzioni di catene del valore già presenti in Toscana;
  • investire su Its, università e start up giovanili, sfruttando strumenti nazionali ed europei;
  • orientare risparmio locale e finanza alternativa verso investimenti produttivi e infrastrutturali;
  • nuovi modelli di business territoriali con piattaforme di Pmi integrate, digitalizzate, sostenibili e attrattive per nuovi operatori di settore.

Secondo la CNA territoriale, rispetto ai dati emersi la Toscana “sta vivendo una fase di deindustrializzazione assoluta, aggravata da fattori globali come dazi, crisi energetica e tensioni geopolitiche. La manifattura toscana è in calo strutturale, con l’occupazione passata dal 26% nel 1995 a meno del 18%, mentre la produzione industriale arretra più della media nazionale”.

Pesa “la congiuntura globale: gli Stati Uniti assorbono il 16% dell’export toscano e l’accordo sui nuovi dazi del 15%, insieme al deprezzamento del dollaro, minaccia oltre i tre quarti delle esportazioni regionali verso il mercato americano“.

Inoltre, per effetto della terziarizzazione “si acuiscono lavoro povero, polarizzazione salariale, aumento di neet ed emigrazione giovanile, con salari reali ancora inferiori ai livelli del 2008”. Analoga è la congiuntura nei territori di Pistoia e Prato con una produzione industriale ormai in decelerazione costante (-3,4% variazione del 1° semestre 2025/2024), rallentamento dell’export (-0.8%), riduzione del volume delle operazioni bancarie del comparto produttivo (- 5%) e livellamento a ribasso delle retribuzioni.

Questo articolo Le proposte di CNA Toscana Centro contro la deindustrializzazione è stato pubblicato su CNA.

Altre notizie

Ultime News

Conto da oltre mille euro a famiglia dal caro energia

Il progressivo rialzo dei prezzi di energia e carburanti rischia di produrre nel corso del 2026 un impatto significativo sui bilanci delle famiglie italiane, con effetti diretti anche sull’attività delle micro e piccole imprese. Se le quotazioni di petrolio e gas...

0 commenti