Doriana Marini, presidente di CNA Federmoda, intervistata ai microfoni di Rai 1 “Sette giorni in Parlamento” è intervenuta sull’emendamento presentato dalla maggioranza al disegno di legge sulle piccole e medie imprese in base al quale l’azienda committente può farsi certificare la regolarità della filiera liberandosi di fatto da ogni responsabilità: “Se questa certificazione opererà da sola e non sarà accompagnata da un vero patto di filiera, da regole sulla giustizia remunerativa e da corresponsabilità dei brand, si rischia di spostare tutto il peso sulle imprese artigiane.”
Marini, nella sua intervista, sottolinea come la certificazione rischi di rimanere un esercizio formale, incapace di incidere sulle zone grigie dove ancora oggi si annidano illegalità e concorrenza sleale: “La certificazione da sola non può bastare. Servono controlli rafforzati che vadano a colpire chi opera nell’illegalità e mina la qualità della filiera.”
All’orizzonte non può che esserci l’investimento sulle nuove generazioni: “Il futuro della moda passa dai giovani- conclude la presidente di CNA Federmoda – quindi dobbiamo restituire loro la voglia e l’orgoglio di andare a lavorare nella moda”.
Questo articolo Made in Italy, CNA Federmoda ai microfoni di Rai uno è stato pubblicato su CNA.




0 commenti