Parità di genere, CNA Impresa Donna rafforza il dialogo con le istituzioni europee

Lug 14, 2025News Nazionali0 commenti

CNA continua a promuovere un confronto strutturato con le istituzioni europee, grazie al supporto di CNA Bruxelles, nel confermare il proprio impegno sui temi della parità di genere. In questo quadro si inserisce il percorso avviato da CNA Impresa Donna con la Commissione europea, che ha visto, nel corso del 2025, due momenti ufficiali di interlocuzione attraverso audizioni svoltesi a gennaio e maggio. L’obiettivo è quello di inserire nella definizione della prossima Strategia europea per la parità di genere le istanze dell’imprenditoria femminile.

A tal proposito, CNA ha inviato il proprio contributo alla consultazione pubblica della Commissione sulla Strategia 2026-2030, accompagnato da un ‘position paper’. Il documento CNA fornisce un’analisi puntuale del contesto italiano e propone misure concrete per garantire che la prospettiva dell’imprenditoria femminile non venga nuovamente trascurata nel disegno delle future politiche europee.

CNA sottolinea con forza come il raggiungimento della parità di genere nell’Unione europea sia ancora lontano. Il Global Gender Gap Report 2024 evidenzia il significativo divario di genere in Italia nel mondo del lavoro: il nostro Paese si colloca all’87° posto su 146 Stati. L’Italia è in ritardo in termini di partecipazione economica e opportunità, con solo il 51% delle donne in età lavorativa occupate rispetto al 69% degli uomini. Questo divario è ulteriormente accentuato dal fatto che le donne in Italia sono più propense a lavorare part-time, in particolare nel Mezzogiorno, e a percepire retribuzioni inferiori rispetto ai loro colleghi maschi.

Tali disuguaglianze strutturali incidono profondamente anche sull’accesso all’imprenditoria. In Italia, il lavoro autonomo femminile è spesso una risposta alle mancate opportunità nel lavoro subordinato o alla necessità di conciliare lavoro e vita familiare. Nonostante ciò, le imprenditrici italiane, giovani, istruite e motivate, incontrano numerosi ostacoli nella gestione e nello sviluppo delle loro attività. L’Italia è il secondo Paese europeo per numero di lavoratrici indipendenti, ma manca ancora un impianto normativo e di benessere adeguato a sostenere questo segmento.

Per molte donne, fare impresa significa esprimere il proprio potenziale creativo e professionale, trovando appagamento, autonomia e importanti soddisfazioni che contribuiscono non solo alla loro realizzazione e crescita personale, ma anche alla crescita del Pil italiano.

Guardando al futuro, CNA propone una visione articolata in tre direttrici: costruire un welfare universale, orientato alla coesione e non all’assistenzialismo; favorire la transizione digitale e sostenibile anche per le imprese femminili nei settori non convenzionali; creare un Osservatorio europeo sull’imprenditoria femminile, insieme a uno spazio stabile di confronto e networking tra le realtà europee rappresentative del lavoro e dell’impresa femminile.

Anche con questo contributo, CNA Impresa Donna ribadisce il proprio ruolo attivo nella promozione della parità di genere e chiede che la prossima Strategia europea 2026-2030 sia realmente inclusiva, concreta e consapevole delle sfide quotidiane che affrontano le donne che fanno impresa.

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