Piano Casa, regole chiare e sostegno alle Pmi per trasformare gli obiettivi in interventi concreti

Mag 19, 2026News Nazionali0 commenti

Il Piano Casa può rappresentare un passaggio strategico per affrontare l’emergenza abitativa, rilanciare la rigenerazione urbana e valorizzare il recupero del patrimonio edilizio esistente. Ma senza risorse certe, procedure snelle e pieno coinvolgimento delle micro e piccole imprese il rischio è che gli obiettivi restino soltanto sulla carta. È quanto hanno evidenziato CNA e Confartigianato nel corso dell’audizione in Commissione Ambiente della Camera.

Le Confederazioni valutano positivamente le misure di semplificazione previste dal decreto, a partire dalla conferenza dei servizi semplificata e dagli strumenti per accelerare gli interventi di recupero urbano. Restano però forti criticità legate alla sovrapposizione di norme, autorizzazioni e competenze tra amministrazioni centrali e territoriali.

Per questo le due organizzazioni chiedono maggiore coordinamento tra enti, interoperabilità tra SUAP e SUE, modulistica standardizzata e soprattutto tempi autorizzativi certi.

Particolare attenzione viene posta anche al ruolo delle PMI delle costruzioni. “Occorre evitare – sottolineano le Confederazioni – che il Piano Casa si trasformi in una grande operazione immobiliare riservata soltanto ai grandi operatori”.

CNA e Confartigianato chiedono quindi la suddivisione degli interventi in lotti funzionali e requisiti di accesso ai bandi calibrati sugli importi annuali delle lavorazioni, così da favorire la partecipazione delle imprese territoriali. Le Confederazioni propongono inoltre di riservare almeno il 40% del valore dei lavori nei partenariati pubblico-privati ad ATI e Consorzi costituiti da micro, piccole e medie imprese.

Le Confederazioni ribadiscono inoltre la necessità di rafforzare i controlli contro il dumping contrattuale, lavoro irregolare e subappalto a cascata, valorizzando i contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Sul fronte energetico, CNA e Confartigianato sottolineano che la decarbonizzazione degli edifici rappresenta anche una sfida economica e sociale. Per questo chiedono incentivi stabili, accesso agevolato al credito e strumenti capaci di sostenere gli investimenti in efficientamento energetico, fonti rinnovabili e innovazione impiantistica.

Le Confederazioni esprimono infine preoccupazione per gli effetti del recepimento della direttiva RED III, chiedendo di confermare il DM 37/08 quale riferimento nazionale per la qualificazione delle imprese installatrici ed evitare nuove duplicazioni burocratiche che rischiano di rallentare la transizione energetica.

Questo articolo Piano Casa, regole chiare e sostegno alle Pmi per trasformare gli obiettivi in interventi concreti è stato pubblicato su CNA.

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