Piceno, più imprese e più assunti, ma rimangono le difficoltà

Dic 23, 2025News Nazionali0 commenti

Un anno complesso, segnato da incertezze economiche e tensioni internazionali, ma anche da segnali che lasciano intravedere margini di ripresa. È questo il quadro tracciato dalla CNA di Ascoli Piceno nel bilancio del 2025, presentato in occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno dalla presidente Arianna Trillini e dal direttore Francesco Balloni, insieme ai vicepresidenti Antonio Scipioni e Barbara Tomassini e all’assessore comunale Nico Stallone.

Dopo diversi anni in negativo, la demografia d’impresa nel Piceno torna a mostrare un timido segno più. Tra aprile e ottobre 2025 le imprese attive crescono dello 0,7%, con 18.795 realtà operative, 123 in più rispetto alla primavera. Un dato migliore rispetto alla media regionale e trainato soprattutto dai servizi, dalla ristorazione, dall’accoglienza turistica e dalle costruzioni, mentre continuano a soffrire commercio, manifattura ed export.

Proprio le esportazioni rappresentano uno degli elementi più critici: nei primi tre trimestri del 2025 il Piceno registra un calo del 22,2%, legato soprattutto alla flessione del comparto farmaceutico e del sistema moda. Più incoraggiante, invece, il dato sulla domanda di lavoro, con mille assunzioni previste a dicembre e quattromila nel trimestre dicembre-febbraio, in lieve aumento rispetto al 2024 e in controtendenza rispetto al quadro regionale.

Sul futuro pesa però il tema demografico. La provincia continua a perdere popolazione e a invecchiare più rapidamente della media marchigiana, con ricadute dirette sul ricambio generazionale e sulla tenuta del tessuto produttivo. Una sfida che la CNA intende affrontare puntando su giovani, formazione, innovazione e valorizzazione delle aree interne.

“Dopo un decennio – commenta Balloni – il saldo tra iscrizioni e cessazioni torna positivo. Le preoccupazioni restano, ma gli strumenti di incentivo e il dialogo con le istituzioni consentono un moderato ottimismo per il 2026″. Un percorso che, per la CNA, passa da meno campanilismi e più visione comune, per rendere il Piceno un territorio davvero attrattivo per imprese e nuove generazioni.

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