Tra gennaio e novembre di quest’anno, Roma ha fatto da sfondo a 100 set cinematografici: film, serie, documentari, cortometraggi, spot, videoclip girati a grande maggioranza nel primo e nel secondo Municipio, al centro insomma, con diversi set di produzione straniera.
“Per il 2026 puntiamo a mantenere lo stesso trend di quest’anno: Roma continua a essere un’ambientazione ultra-attraente e ci sono già arrivate molte richieste dall’estero, ma non soltanto dall’America”, spiega Lorenza Lei, amministratore delegato della Fondazione Lazio Film Commission.
Francesco Lattarulo, vicepresidente nazionale di CNA Cinema e Audiovisivo, per conto di CNA Roma, con il contributo della Camera di Commercio di Roma e con il patrocinio di Roma Lazio Film Commission, ha realizzato il documento analitico “Investimenti Cinematografici Internazionali e Impatti Economici sull’Economia Romana: Evidenze e Prospettive”. Si tratta di un rapporto molto dettagliato dal quale emergono i numeri che confermano il ruolo dominante della Capitale nel panorama audiovisivo: con 30mila addetti al settore sui 124mila nazionali grazie a 2.010 società attive, Roma realizza oltre il 63% del valore della produzione nazionale (circa 3,39 miliardi di euro sui complessivi 5,41 miliardi). Nel quinquennio 2020-2024 le società romane hanno beneficiato di oltre l’80% dei fondi pubblici destinati alle coproduzioni internazionali: circa 367 milioni di euro sui 445 milioni totali. Grazie al Tax Credit internazionale, nello stesso arco di tempo, il settore audiovisivo ha attratto sul territorio nazionale circa 1,5 miliardi di euro, di cui 469 milioni destinati alle società italiane: di questi, ben l’82,5% è stato assorbito da quelle romane. Tra il 2016 e il 2024, Lazio Cinema International ha erogato 80,6 milioni di euro, mentre gli investimenti sul territorio regionale sono stati di 268,67 milioni, con un impatto economico complessivo stimato intorno al miliardo di euro. L’audiovisivo, infatti, produce ricadute importanti: la Cassa depositi e prestiti ha evidenziato che ogni euro investito nel cinema genera un impatto economico di 3,54 euro sullo scenario italiano, creando valore e occupazione lungo tutta la filiera.
Adesso l’imminente maxi-fusione che negli Usa vede in gara Netflix e Paramount per l’acquisizione di Warner, potrebbe rappresentare un pericolo per le imprese nazionali: “Potrebbe essere un rischio – evidenzia Lei – ma anche un’occasione di riflessione per capire se le stesse imprese, unendosi, possano costituire una forza”.
Gianluca Curti, presidente nazionale di CNA Cinema e Audiovisivo è abbastanza ottimista a riguardo. “Mi auguro che la maxi-fusione non sia un male – sottolinea – piuttosto una spinta al cambiamento: le regole d’ingaggio non saranno più le stesse e l’industria audiovisiva dovrà pensare a un nuovo modello di business. Non possiamo rimanere statici”.
Questo articolo Roma torna Capitale. Del Cinema. è stato pubblicato su CNA.




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