Start-up, innovazione e semplificazione: cosa prevede l’articolo 24 della nuova legge annuale per le PMI

Ott 28, 2025News Nazionali0 commenti

Con l’approvazione al Senato del Disegno di legge n. 1484 — la prima vera legge annuale per le piccole e medie imprese prevista dallo “Statuto delle imprese” del 2011 — si apre un nuovo capitolo per l’ecosistema dell’imprenditorialità innovativa italiana.

L’articolo 24 della legge contiene infatti la delega al Governo per la definizione di un Testo unico su start-up, PMI innovative, spin-off e incubatori: un riordino atteso da oltre dieci anni e che, se ben attuato, potrebbe semplificare drasticamente la vita di chi fa impresa innovativa in Italia.

L’articolo 24 incarica il Governo di approvare, entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge, un decreto legislativo di riordino e riassetto di tutta la normativa oggi dispersa su start-up e PMI innovative.

Le regole, infatti, oggi sono frammentate in una miriade di provvedimenti — dal Decreto Crescita 2.0 del 2012 fino agli ultimi correttivi ministeriali — con procedure spesso ridondanti e poco coordinate.

Il futuro Testo unico dovrà:

  • unificare e razionalizzare la disciplina;
  • abrogare norme obsolete e superflue, eliminando duplicazioni e incoerenze;
  • semplificare gli adempimenti burocratici, anche sfruttando tecnologie digitali;
  • rafforzare la collaborazione tra università, centri di ricerca e imprese per favorire la nascita di nuove start-up e spin-off tecnologici.

È inoltre previsto un meccanismo di aggiornamento: entro due anni dall’entrata in vigore del decreto, il Governo potrà adottare decreti correttivi o integrativi, per adeguare la normativa alle esigenze del mercato e all’evoluzione tecnologica.

Un Testo unico chiaro e organico avrebbe tre effetti immediati:

  1. Ridurre l’incertezza normativa — oggi le start-up spesso faticano a orientarsi tra bandi, definizioni e requisiti diversi a seconda del ministero di riferimento.
  2. Favorire l’accesso a incentivi e capitali, grazie a una cornice più leggibile per investitori e operatori.
  3. Migliorare la cooperazione pubblico-privato, integrando università, ricerca e imprese innovative in un quadro coerente.

Pur rappresentando un passo avanti, l’articolo 24 presenta alcuni limiti che meritano attenzione:

  • È una delega, non una riforma immediata. Tutto dipenderà dalla capacità del Governo di redigere e approvare il decreto legislativo entro un anno — e dalla qualità tecnica del testo.
  • Non introduce risorse nuove. Il comma 4 specifica che “non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”: quindi niente fondi aggiuntivi per start-up o incubatori, almeno in questa fase.
  • Il contesto italiano resta debole: secondo i dati più recenti del MIMIT, le start-up innovative italiane sono circa 12.000, con livelli di capitalizzazione e investimenti medi ancora molto inferiori rispetto a Francia, Germania o Spagna. Dopo una crescita costante dal 2016 al 2022, culminata in circa 14.700 imprese iscritte, il trend si è stabilizzato e in parte ridimensionato, segnalando che la stagione della sola “quantità” è ormai finita. Oggi la vera sfida non è più creare nuove start-up, ma aiutare quelle esistenti a crescere, attrarre capitali e consolidarsi, costruendo un vero ecosistema di venture capital e semplificando tempi e procedure. Senza un salto di qualità in questa direzione, il rischio è che il futuro Testo unico resti un mero esercizio ordinatorio, e non diventi quel motore di crescita e competitività di cui il Paese ha urgente bisogno.

L’articolo 24 segna un’occasione concreta per dare finalmente una struttura chiara e moderna al mondo dell’innovazione italiana. L’auspicio è che il Parlamento proceda rapidamente alla sua approvazione e il Governo adotti i decreti attuativi, coinvolgendo le università, il mondo del venture capital e le associazioni di categoria, con particolare riferimento ai giovani imprenditori— perché una norma di semplificazione, da sola, non basta: serve una visione che metta davvero le imprese innovative al centro della politica industriale del Paese.

Questo articolo Start-up, innovazione e semplificazione: cosa prevede l’articolo 24 della nuova legge annuale per le PMI è stato pubblicato su CNA.

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