Videostoria. Dietro la tenda, l’arte che passa di mano in mano

Dic 23, 2025News Nazionali0 commenti

 

“Ognuno ha portato il suo, e questo è sempre stato l’elemento di successo”: così Anna Ranieri, 55 anni, titolare di Progetto tenda, sartoria artigianale che realizza tende da interno e da esterno, oltre a pergolati di alto design. Per CNA Storie siamo andati a trovarla a Paglieta, provincia di Chieti, nell’entroterra abruzzese, a due passi dalla Costa dei Trabocchi. Con Anna, oltre ai figli, Ilena e Giuseppe, lavorano le due sarte, Giuseppina e Silvia, e il marito Nicola. Fino alla pensione Nicola ha lavorato in una fabbrica, e in parallelo, per tanti anni, supportato Anna nelle attività più pesanti della sartoria.

Il passaggio generazionale

“Io metto la mia manualità – dice Anna-, che è quella per cui sono stata educata. I miei figli portano in azienda quello che hanno appreso fuori, studiando, guardando le cose dall’esterno. Si aggiornano continuamente, perché sanno che non si arriva mai al punto in cui si sa fare tutto”. Da un piccolo locale in affitto, Anna e Nicola iniziano a progettare il loro sogno: comprare un pezzo di terreno su cui costruire una nuova sede, oggi show-room e laboratorio. Un sogno coltivato per tanti anni: “Se non avessi avuto mio marito, da sola, non sarei arrivata a questo punto” riconosce con gratitudine Anna. Che il mestiere ha cominciato ad apprenderlo sin da ragazzina: “ho fatto la scuola d’arte, nasco come sarta” e ricorda la formula dialettale ripetutale dal padre: “l’arte sotto il tetto, Dio l’ha benedetta”. Grazie a un corso organizzato dalla CNA locale, affina le sue competenze, fino ad arrivare all’azienda di oggi. Lo show-room e il laboratorio sono separati, neanche a dirlo, da una tenda.

Tenda a misura di ogni desiderio

Il laboratorio interno è la forza di questa impresa. Dice Anna: “ci possono essere tutte le tecnologie che vuoi, ma senza il laboratorio non si possono personalizzare le tende secondo i gusti del cliente, che sarà l’unico ad avere quel prodotto”. Anna insiste sul valore del fatto su misura, contro la standardizzazione del prodotto industriale che, “se giri cento case, lo trovi tutto uguale”. Al di là e al di qua della tenda, spazi che comunicano e generazioni che dialogano. “I giovani sono più veloci in tante cose, si percepisce anche nell’energia che portano. E’ una generazione nata con i mezzi per comunicare”. Prima che arrivassero loro, ricorda Anna, il lavoro restava tra le quattro mura dell’azienda. Poi, con i social, Anna ha capito che trasmettere all’esterno quel che si fa è importante: “se si perde il filo sembra che non ci sei più. Ho capito grazie ai miei figli che a tenersi le cose per sé si viene tagliati fuori”.

Ho capito grazie ai miei figli che a tenersi le cose per sé si viene tagliati fuori

Conoscere i vicini di laboratorio negli uffici di CNA

“Sono stata affiancata da CNA da ancor prima di aprire il negozio. Posso dire di esserci cresciuta dentro” dice Anna, che sottolinea il valore dei contatti umani con gli altri imprenditori. “Si crea una famiglia. Io ho avuto l’opportunità di conoscere, negli uffici di CNA, imprenditori che lavorano a cinque chilometri da me, ma con cui non mi ero mai confrontata. Perché noi artigiani tendiamo a stare chiusi nei nostri laboratori”. Da una parte il vis-a-vis ritrovato con i vicini di bottega, prima sconosciuti, dall’altro la distanza con potenziali clienti, marcata dal virtuale. Anna osserva come il passaparola sia stato sostituito dalla pubblicità sui social: “tendiamo a non raccontare più, abbiamo perso il contatto, non c’è più dialogo” dice.

Nelle fiere ci devi essere, né troppo avanti, né troppo indietro

L’importanza delle fiere

Ma le occasioni per fare relazioni non mancano, a chi sa cercarle. “Nelle fiere ci devi essere – osserva Anna-, ma ti devi adeguare ai tempi: devi essere né troppo avanti, né troppo indietro. Si crea una rete. Magari non avevo pensato a creare una relazione con quell’azienda conosciuta in fiera che produce finestre. Eppure dopo le finestre ci sono le tende. E’ da lì che nasce l’idea di creare delle relazioni tra imprese, anche di settori diversi”.

Ad Anna non manca la passione, che va di pari passo con la pazienza, per star dietro a esigenze particolari, che sfociano in capricci da soddisfare. La richiesta più stravagante? “Una culla per il cane, con i colori della squadra del cuore!”.









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