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Centri di raccolta di rifiuti elettronici, emblema del “tanto vale comprarlo nuovo”, di un modello di consumo mordi-e-fuggi e di una produzione ispirata all’obsolescenza programmata degli elettrodomestici. A questo paradigma tanto diffuso Claudio Tedeschi, 67 anni, ha risposto con un progetto virtuoso di economia circolare. È titolare della Dismeco, azienda fondata nel 1977 e specializzata nello smaltimento e trattamento di rifiuti tecnologici provenienti dalle isole ecologiche e dalla grande distribuzione. Siamo Marzabotto, nell’Appennino bolognese. Nel 2010 i macchinari della Dismeco vengono trasferiti in capannoni, sede un tempo di una ex cartiera. Gli elettrodomestici che entrano sono passati in rassegna attraverso una linea di smontaggio selettivo unica in Europa. I pezzi di ricambio recuperati sono assemblati nuovamente per dar vita a elettrodomestici rigenerati, da donare. È così che sono state recuperate, ad esempio, 300 lavatrici solidali, poi donate alla Caritas del territorio. Claudio è protagonista di CNA Storie del mese.
Il progetto di economia circolare premiato con fondi europei
“Abbiamo verificato che molti di questi elettrodomestici erano in buone condizioni” spiega Claudio. “Essendo la Dismeco non un’azienda di distruzione indiscriminata, ma di smontaggio selettivo, e avendo a disposizione moltissimi ricambi storici introvabili, a prezzi contenuti, abbiamo attivato un progetto che consentisse di immettere nel mercato dei consumatori delle lavatrici rigenerate”. Per finanziare il progetto la Dismeco ha avuto importanti riconoscimenti, aggiudicandosi le risorse europee destinate ai piani industriali a tutela dell’ambiente, conservazione della natura e azione per il clima nell’ambito del programma Life Enviroment 2024. Un progetto virtuoso che è valso a Claudio l’onoreficenza di Cavaliere del Lavoro da parte del presidente Mattarella.
Un processo generativo, che fa leva sulla formazione
“Questo progetto può essere reiterato e disseminato in altre realtà, con un processo generativo: con le lavatrici di Roma si possono creare dei laboratori a Roma” spiega Claudio. Per farlo serve colmare una lacuna, perché oggi il mestiere di riparatore di elettrodomestici è n via di estinzione, sacrificato alla logica del consumo mordi-e-fuggi. Per invertire la tendenza non c’è altra strada che la formazione. “Abbiamo creato una Academy con CNA per formare nuove figure professionali specializzate nella riparazione certificata di elettrodomestici che hanno necessità di ricambi storici introvabili”.
Riparatori di elettrodometici, artigiani al 100%
Alla base di questa specializzazione c’è un’alta artigianalità: “è necessario che l’operatore abbia una conoscenza approfondita dei singoli elettrodomestici e sia addestrato di continuo. Questo processo creerà innovazione e nuovi posti di lavoro sui territori” spiega Claudio. E il mercato sembra pronto. “Da un’indagine di mercato -spiega Claudio- emerge che due consumatori su dieci sarebbero disponibili ad acquistare, a prezzi equi, un elettrodomestico rigenerato a prezzi equi” ricorda. “Abbiamo tutte le caratteristiche industriali per iniziare il percorso, ma il prodotto, anche per difficoltà normative, deve ancora arrivare in termini concreti”. L’ostacolo si chiama: burocrazia. Ma Claudio va avanti determinato: “Abbiamo inventato il processo: il prodotto non è ancora disponibile, per le difficoltà normative legate al fatto che quel prodotto prima era un rifiuto, ma grazie al riconoscimento europeo il percorso sarà facilitato”.
Promotori di un cambio di paradigma
“L’importante per noi è dimostrare che è possibile cambiare paradigma basato sul fatto che quello che può essere rigenerato non deve essere distrutto, tanto meno a livello differenziato. Vogliamo insomma dimostrare che questo tipo di approccio può essere generativo, in termini di riduzione dei rifiuti e di creazione di posti di lavoro”.
Questo articolo Videostoria. Il pezzo di ricambio introvabile che fa circolare l’economia è stato pubblicato su CNA.










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