Proroga del Fondo di Garanzia PMI al 2026 – Accesso al credito fondamentale anche per i professionisti

Feb 5, 2026News Nazionali0 commenti

Fondo di Garanzia PMI prorogato al 2026, CNA Professioni: “Strumento essenziale anche per i professionisti. Ora serve accesso reale e uniforme al credito”

CNA Professioni esprime una valutazione positiva sulla proroga del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese fino al 31 dicembre 2026, misura che conferma uno dei principali strumenti di politica economica a sostegno dell’accesso al credito di imprese e professionisti.

In un contesto economico ancora caratterizzato da tassi di interesse elevati, instabilità geopolitica e profonde transizioni tecnologiche ed energetiche, la continuità del Fondo rappresenta un fattore di stabilità fondamentale per il tessuto produttivo italiano, inclusa l’area delle professioni non ordinistiche, che svolgono un ruolo sempre più rilevante nell’economia dei servizi, dell’innovazione e della conoscenza.

Il Fondo di Garanzia non eroga contributi a fondo perduto, ma offre una garanzia pubblica dello Stato sui finanziamenti concessi da banche e intermediari finanziari, riducendo il rischio di credito e favorendo l’erogazione dei prestiti anche in assenza di garanzie reali. Possono accedervi micro, piccole e medie imprese, professionisti titolari di partita IVA, start-up innovative e imprese giovanili e femminili.
L’importo massimo garantibile può arrivare fino a 5 milioni di euro, con percentuali di copertura variabili in base alla tipologia e alla finalità del finanziamento.

La proroga del Fondo di Garanzia fino al 2026 è una scelta positiva e necessaria, perché restituisce una prospettiva di medio periodo a imprese e professionisti che operano in un quadro economico complesso”, dichiara Fabio Massimo, Presidente di CNA Professioni. “È però fondamentale che questo strumento sia pienamente accessibile anche ai professionisti non ordinistici, senza interpretazioni restrittive o ostacoli operativi che, di fatto, ne limitano l’efficacia”.

CNA Professioni sottolinea come le attività professionali presentino esigenze specifiche, spesso legate a investimenti immateriali, come innovazione, digitalizzazione, formazione continua e transizione energetica, che non sempre trovano adeguato riconoscimento nei tradizionali criteri di valutazione del credito.

I professionisti sono imprese a tutti gli effetti e devono essere considerati tali anche nell’accesso agli strumenti di garanzia pubblica”, afferma Cristiana Alderighi, Coordinatrice nazionale di CNA Professioni. “Chiediamo una applicazione uniforme delle regole da parte del sistema bancario e un rafforzamento delle coperture per gli investimenti professionali, soprattutto per le attività ad alto contenuto di competenze e innovazione”.

CNA Professioni continuerà a confrontarsi con Governo, Parlamento e istituzioni competenti affinché il Fondo di Garanzia diventi uno strumento sempre più inclusivo, efficace e coerente con il ruolo economico delle professioni, che rappresentano una leva strategica per la competitività e la crescita del Paese.

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